Bugie della scienza!
Ogni giorno siamo a contatto con nuove informazioni che ci arrivano da molteplici fonti: giornali, notiziari, social media e libri di storia.
Questi ultimi, anche se non sembra, contengono inesattezze o vere e proprie falsità, veicolate da racconti abbelliti e calcoli resi perfetti; questo è quello che abbiamo riscontrato andando ad indagare su quelle nozioni comunemente accettate che nessuno si aspetterebbe di mettere in discussione.
Il nostro percorso è partito con la lettura del libro "Bugie sulla scienza" di Federico Di Trocchio, attraverso il quale abbiamo esaminato diversi casi emblematici, da Newton a Galileo Galilei. Successivamente abbiamo approfondito anche l'ambito medico, prendendo in considerazione lo scritto di Defoe sulla peste, in cui emergono dati distorti e informazioni poco attendibili.

Cos'è il "fudge factor"?
l “fattore di falsificazione” consiste nel modificare parametri incerti finché il risultato teorico coincide con quello desiderato. Non si tratta necessariamente di falsificazione fraudolenta, ma di:
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aggiustamenti numerici,
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esclusione di dati discordanti,
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adattamento retrospettivo dei parametri.
Lo stesso tipo di problema viene attribuito anche a:
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Gregor Mendel per la regolarità sospetta dei suoi dati,
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John Dalton per la legge delle proporzioni multiple.

Velocità del suono
Primo caso analizzato: velocità del suono, dove emerge chiaramente l’uso del cosiddetto “fattore di falsificazione”, espressione coniata da Richard Westfall per descrivere alcune manipolazioni operate da Isaac Newton per la sua teoria.
Newton inizialmente non misura direttamente la velocità del suono: la calcola teoricamente a partire dalle leggi note sulla propagazione delle onde, ottenendo circa 295 m/s. Quando vengono pubblicati risultati sperimentali molto diversi tra loro decide di effettuare misurazioni con un pendolo al Trinity College, trovando valori compresi tra 280 e 330 m/s, compatibili con il suo calcolo.
Successive misure, però, si avvicinano a 348 m/s (valore proposto da Derham e Sauveur). A questo punto Newton modifica i parametri teorici:
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cambia il valore della densità dell’aria (da 1/850 a 1/870),
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introduce l’effetto del vapore acqueo nell’aria.
Così riesce ad “aggiustare” il risultato fino a farlo coincidere con 348 m/s. Solo molto tempo dopo Pierre-Simon Laplace spiega correttamente la discrepanza: la compressione dell’aria durante la propagazione del suono genera calore, aumentando la velocità.
Qui il metodo non è sperimentale nel senso moderno: il risultato teorico guida la correzione dei parametri finché coincide con l’osservazione.

Legge gravitazionale universale e la mela
Secondo caso analizzato: l’aneddoto più famoso di Newton è quello della mela, che racconta come Isaac Newton avrebbe scoperto la gravitazione universale vedendo cadere una mela nel giardino di casa. La storia fu diffusa dalla nipote Katharine Barton e resa celebre da Voltaire.
Probabilmente Newton usò davvero la caduta della mela come spunto di riflessione, ma la legge non nacque da un’illuminazione improvvisa: fu il risultato di anni di studi matematici e anche di confronti con altri scienziati, come Robert Hooke.
La dimostrazione matematica di Newton si basa sulla correlazione tra:
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accelerazione centripeta della Luna
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accelerazione di gravità sulla Terra.
Calcola l’accelerazione lunare come 0,27 cm/s² e assume che la distanza Terra-Luna sia 60 raggi terrestri. Applicando la legge:
𝑔 = 60² • 0,27 ≈ 9, 72 𝑚/𝑠
Il valore sperimentale misurato da Christiaan Huygens era circa 9,8 m/s², molto vicino. Il punto critico è che all’epoca la distanza Terra-Luna non era affatto certa, si parlava di 56,5 - 60,3 raggi terrestri. Newton sceglie proprio 60, il valore che permette ai calcoli di funzionare.
Le grandezze quindi non sono indipendenti: il parametro fondamentale è selezionato in modo da far quadrare il risultato. Qui ancora una volta, le equazioni vengono “costrette” a confermare la teoria.

Nascita del metodo scientifico che non è propriamente “scientifico”
Terzo caso analizzato: dal testo emerge che la nascita del metodo scientifico moderno non avviene in modo lineare e “puro”, come spesso viene raccontato nei manuali. L’immagine di Galileo Galilei come scienziato che fonda la scienza moderna esclusivamente attraverso esperimenti rigorosi e perfettamente replicabili viene messa in discussione.
Secondo il testo, molti degli esperimenti attribuiti a Galileo non furono eseguiti realmente nel modo in cui sono stati tramandati oppure non furono documentati con precisione. In diversi casi mancano prove dirette dell’esecuzione pratica oppure emergono difficoltà tecniche che renderebbero improbabile ottenere i risultati numerici così regolari che lui riporta. Inoltre, strumenti di misura poco accurati, attriti, irregolarità dei materiali e condizioni non controllabili avrebbero reso quasi impossibile raggiungere la precisione descritta nei suoi scritti. Questo porta alcuni storici e filosofi della scienza, come Alexandre Koyre e Paul Feyerabend, a sostenere che il metodo galileiano fosse meno “sperimentale” di quanto si pensi.
Il passaggio alla fisica matematica moderna richiese quindi semplificazioni, idealizzazioni e talvolta adattamenti dei dati. Il metodo nasce, ma non ancora nella forma rigorosa e controllata che oggi associamo alla scienza sperimentale.

Esperimenti per confermare leggi già formulate
Quarto caso analizzato: Il testo sostiene che Galileo usasse spesso l’esperimento come conferma di una legge già elaborata teoricamente, più che come strumento di scoperta.
Nel caso del piano inclinato, egli descrive misure ripetute molte volte e risultati molto precisi per verificare la legge del moto uniformemente accelerato. Tuttavia, alcuni storici dubitano che tali prove siano state realizzate davvero nelle modalità indicate, perché con gli strumenti disponibili sarebbe stato estremamente difficile ottenere dati così regolari.
Le repliche moderne hanno mostrato risultati qualitativamente simili, ma spesso solo modificando le condizioni sperimentali. In altri casi sono emerse discrepanze dovute ad attrito, rotazione della sfera o imperfezioni dei materiali.
Anche per l’isocronismo del pendolo Galileo afferma che il periodo non dipende dall’ampiezza e dal peso. Tuttavia esperimenti successivi mostrano differenze apprezzabili in presenza di materiali diversi o ampie oscillazioni.
In tutti questi casi emerge lo stesso schema: la legge matematica viene prima formulata in modo teorico, poi l’esperimento viene presentato come conferma. Non sempre però la verifica empirica è così chiara, rigorosa e neutrale come l’immagine tradizionale suggerisce.

Esperimenti per confermare leggi già formulate
Other lies in the scientific field include the book ‘Journal of the Plague Year’ by Daniel Defoe written in 1722. This book describes the way the Great Plague of 1665 affected the citizens of London and how they reacted to it trying to understand where it came from and how it gets transmitted. Defoe himself was only about five years old during the Plague and didn’t experience it directly so he relied on official documents, oral testimonies and public records or proclamations. However, even though his initial data was based on facts, the way he elaborated it and filled in any gaps makes his book too fictional and therefore unreliable. Unfortunately because of the way he presents his story, readers often ended up believing it completely and it distorted the way they imagined the plague years, so historians now must be careful using it as a source. Defoe took all the data he encountered during his research as true even though there were often inconsistencies and the way the facts were originally collected makes them uncertain, this means that whenever he gives us precise details they are most likely modified or simplified by the author. The oral testimonies he collected were also exaggerated or overdramatized to make it more entertaining for the reader and consequently aren’t faithful to the way people actually felt during those years.
In summary, Defoe took the data and facts he found about the plague and then weaved it into a fictional narrative, so even if it seems authentic it isn’t actually completely true and shouldn’t be used as a real factual document.

