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Scena di esperimento di laboratorio

La scienza non è neutra, 
è valoriale!

La scienza viene spesso presentata come un’attività puramente oggettiva, solo che questa non è un'attività neutrale e puramente oggettiva, ma un'impresa umana con valori, interessi economici e dinamiche di potere. Questa natura "valoriale" si manifesta in diverse dimensioni: uno degli aspetti più evidenti riguarda il ruolo dei finanziamenti. La domanda di ricerca non è mai neutra; i finanziamenti determinano quali interrogativi vengono posti e quali ignorati. Un esempio emblematico è quello dell'industria del tabacco, che ha finanziato ricerche su cause alternative del cancro (come l'inquinamento) non per “amore” della conoscenza, ma per difendere i propri interessi economici e seminare dubbi sulle evidenze che collegavano il fumo ai tumori. 

Pennacchio di fumo viola

Nel 1954, In risposta alle crescenti prove scientifiche sul legame fumo-cancro, le compagnie americane crearono il Tobacco Industry Research Committee (TIRC), poi Council for Tobacco Research (CTR), presentato come un ente di ricerca indipendente. il TIRC pubblicò la famosa "A Frank Statement to Cigarette Smokers" su 448 giornali statunitensi, raggiungendo circa 43 milioni di persone. Il comunicato prometteva ricerca "indipendente" sulla salute, pur negando l'esistenza di un legame comprovato tra fumo e cancro. Documenti interni hanno rivelato che il TIRC non fu creato per promuovere la salute, ma per condurre "ricerche di rassicurazione". L'obiettivo era creare una controversia scientifica dove non esisteva, seminando incertezza e ritardando l'accettazione pubblica dei rischi del fumo.

Pennacchio di fumo viola
Image by Karim Ghantous

Più del 90% delle risorse destinate alla ricerca e sviluppo medico (R&S) è orientato a malattie che colpiscono solo il 10% della popolazione mondiale, principalmente nelle nazioni affluenti. Infatti l'industria farmaceutica tende a privilegiare lo sviluppo di farmaci per malattie croniche (cardiovascolari, tumori, diabete) tipiche dei paesi ad alto reddito, poiché garantiscono un ritorno economico più elevato rispetto a malattie infettive che colpiscono popolazioni povere, note come “malattie tropicali neglette”, anche se queste colpiscono 1,7 miliardi di persone.

Limiti epistemologici (studio filosofico della conoscenza scientifica) e disaccordo tra esperti

La scienza non fornisce "verità" assolute, ma lavora con ipotesi e incertezze. Poiché non esiste una verità univoca, è normale che gli esperti possano avere posizioni opposte, spesso influenzate da diversi sistemi di valori o interessi di parte. 
Proprio per questo la scienza è un processo dinamico: le teorie sono considerate valide fino a quando nuove prove o strumenti più precisi non le smentiscono o le perfezionano. 
L'interpretazione dei dati stessi è "carica di valori": uno scienziato può applicare criteri di significatività più o meno rigorosi a seconda dell'obiettivo che persegue, (anche in malafede).

Tecnologia e Intelligenza Artificiale

Gli algoritmi e l'IA non sono osservatori neutrali, ma specchi che riflettono i bias umani. Essendo addestrate su dati prodotti dalla società (spesso contenenti stereotipi o discriminazioni), le IA ripropongono tali pregiudizi. Inoltre, le scelte umane su come progettare un modello, quali dati includere o come definire l'equità sono decisioni etiche e politiche, non puramente tecniche.

Rapporto tra Scienza, Società e Politica

La scienza interagisce costantemente con la società in un modello in cui i valori sociali indirizzano la ricerca. Di conseguenza, la politica non può basarsi ciecamente sulla scienza come fonte di verità assoluta, poiché le decisioni pubbliche devono gestire l'incertezza e arbitrare tra gerarchie di valori in conflitto (ad esempio, profitto economico vs. salute pubblica). Una comunicazione scientifica che presenta la scienza come un sistema di "fatti puri" è fuorviante.

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